FASHION NIGHT
Sabato 9 marzo alle 20.30 la chiesa evangelica Gospel di Desio propone Fashion Night, una serata in omaggio alla donna, meraviglioso dono di Dio all'uomo. Accompagnata dalla musica di Valentina&Riccardo e della cantante lirica Teresa Allerta, si svolgerà una simpatica sfilata per dimostrare come sia possibile, a ogni età, valorizzare con gusto la propria femminilità. A margine del défilé ci sarà un momento di riflessione sul privilegio e la responsabilità di essere donna e, in chiusura, non mancherà un rinfresco per stare insieme in allegria.
La serata è gratuita e l'invito vale per tutte le donne... ma anche per tutti coloro che ci sopportano ogni giorno con pazienza

DONNE ELIM - 2018

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Sabato 17 febbraio 2018 presso la chiesa Gospel di Desio si è svolto il secondo raduno delle donne delle chiese Elim del Nord Italia.

Dopo un primo momento di accoglienza ed intrattenimento tra chiacchiere e consumazione di un bouffè-apericena tutto al femminile, la serata si apre con i saluti di Elvia Mazzon (coordinatrice delle donne del distretto Nord Est).

Elvia esordisce con una citazione accolta calorosamente dall’assemblea formata da circa 130 donne provenienti da chiese diverse ma unite dalla stessa fede in Cristo:CI SONO DONNE CHE FANNO NUMERO, CI SONO DONNE CHE FANNO LA DIFFERENZA!

Le donne hanno piacevolmente accolto l’invito di presentarsi all’incontro in abito elegante e con grande sorpresa sono state accolte da un’atmosfera raffinata e finemente addobbata.Nella Bibbia ci sono tante feste, dopo ogni vittoria ne veniva celebrata una!Dio desidera che siamo un popolo felice e ama onorare la vita insieme con noi donne che ne siamo depositarie.

Tra l’alternanza di luci, con la guida del coro Gospel Project, si sono susseguiti canti di adorazione accompagnati dallo sventolamento delle bandiere, sempre mantenendo un atteggiamento di lode e di preghiera al Signore.

Il tema della serata è stato “TRA SOGNO E REALTA’ ” – IL VERO SCOPO DI DIO, il messaggio è stato portato dalla sorella Eliana Zucchi direttrice dell’ International Bible Training Institute – UK.

Ci piace parlare dei sogni, però poi ci ritroviamo a dire:” La realtà è diversa!”.

La storia di Giuseppe linea guida per evidenziare l’ordinarietà e la straordinarietà della vita; ma cosa caratterizza una vita straordinaria e una ordinaria?

Oggi viviamo in un’epoca di sognatori, il sogno e il sensazionalismo creano euforia.

In questa normalità che noi viviamo si potrebbe guardare al sogno come allo straordinario, ma la vita non è fatta solo di questi momenti di grande ebbrezza, anzi sono davvero pochi; e consideriamo poi la nostra normalità con tristezza.

Ordinario può essere quella cosa che un giorno fu straordinaria, quel sogno che è diventato realtà, oggi è diventato ordinario. La realtà è diversa dal sogno.

L’ordinario deve essere abbracciato, bisogna imparare ad accettarlo perché è la manifestazione del sogno. Quello che desideriamo, però, non è compreso nella forma della sua realtà.

Giuseppe fa un sogno, i genitori e i fratelli si inchinano davanti a lui.

Giuseppe è amato dal padre più degli altri dieci fratelli, nato da una mamma sterile, è frutto del miracolo e Giacobbe lo onora più degli altri regalandogli una veste speciale. Ci sono tutte le condizioni per poter sognare ciò che Giuseppe sognò: una posizione speciale!

Questo sogno è per Giuseppe causa di una vita di afflizione, passa quasi 15 anni nella miseria più assoluta proprio per questo.

I fratelli decidono prima di ucciderlo, poi di venderlo ad una carovana diretta in Egitto e raccontano al padre che Giuseppe è morto.

Per Giacobbe il suo sogno è morto!

Siamo tutti bravi a servire Dio quando è solo un desiderio, ma quando poi diventa realtà tanti non si danno uno scopo finale.

Ogni chiamata al servizio comincia con un sogno iniziale, termina con uno scopo finale, ma in mezzo ci sono gli anni della realtà, delle difficoltà, della prova; è uno stato di cui non riusciamo a spiegarne il significato.

Giuseppe vive in Egitto una serie di realtà molto basse. Uno schiavo di quel tempo era peggio di un animale. Viene acquistato da Potifar e la sua attitudine a non conformarsi lo mette in risalto. Ecco che c’è una svolta e il sogno si riaccende, da schiavo diventa amministratore della casa.

La moglie del suo padrone, però, lo tenta; lui scappa, lei gli afferra la veste di lino che Potifar gli ha dato per la sua posizione di autorità (ricorda il suo sogno). Quando sembra che il suo sogno possa realizzarsi, svanisce nuovamente…ed è la seconda volta!

Comincia così il periodo più duro, è giudicato pubblicamente, mandato in prigione e per 15 anni si chiede: “Ma dov’ è finito questo sogno?”

Inizia la fase della realtà: Giuseppe è tradito ed abbandonato.

Tradimento, abbandono e solitudine producono forza. Attraverso queste realtà il Signore ci insegna la forza. Se sei con gli altri non svilupperai mai forza!

Stiamo vivendo una realtà difficile, faticosa e non comprendiamo ancora lo scopo di Dio.

L’Egitto era una società sofisticata e strabiliante nelle scienze, nell’arte, nella politica.

Giuseppe proviene da una famiglia di pecorai…da pecoraio Dio lo deve portare ad amministrare una delle nazioni più all' avanguardia del mondo antico.

Deve imparare a controllare e a dominare sé stesso prima di vigilare sugli altri.

Nella fase della realtà dobbiamo prima sostenere le nostre paure per poi portare sollievo alle altre persone.Dio deve fare un’opera straordinaria e profonda in noi.

Schiavitù e legame producono grazia.

Quando vivi situazioni in cui sei legata sviluppi pazienza e attingi dalla grazia di Dio che ti ricarica!

La tentazione di Giuseppe non è facile, il costo che deve pagare ci dimostra che teme veramente il Signore.

Il piacere è una delle più grandi tentazioni per un cuore addolorato; ma anche la tentazione ha uno scopo, deve produrre resistenza, concentrazione ed autorità perché sarebbe arrivato il momento in cui egli non sarebbe più stato controllato o consigliato da nessuno.

Dio porta nella nostra vita questa ordinarietà per prepararci verso lo scopo del sogno.

Quando dicono di te quello che non è vero, ti giudicano per qualcosa che non hai fatto, provi un dolore straziante; ma, nell’esperienza dell’accusa ingiusta, scopri un’intimità col Signore, ti unisci in un modo così profondo a Dio perché sai che solo Lui conosce il tuo cuore e solo Lui è il tuo difensore. In questo sviluppiamo unione, fiducia e giustizia in Dio.

Ad un certo punto il faraone fa un sogno e a tutti i costi desidera conoscerne l’interpretazione, allora il capo dei coppieri, che si è completamente dimenticato di Giuseppe, d’improvviso se ne ricorda; c’è una svolta e lo mandano a chiamare.

Giuseppe interpreta il sogno poi dice:” Or dunque il faraone si provveda di un uomo intelligente e saggio e lo stabilisca sul paese d’ Egitto” … e inizia a profetizzare la sua vita e da un giorno all’altro da prigioniero diventa primo ministro d’Egitto.

Nei tempi di miseria i suoi fratelli vanno in Egitto e quando si rivela ai fratelli dice:” Vi prego, avvicinatevi a me!” quelli si avvicinarono ed egli gli disse:” Io sono Giuseppe, vostro fratello, che voi vendeste perché fosse portato in Egitto. Ma ora non vi rattristate, né vi dispiaccia di avermi venduto perché io fossi portato qui; poiché Dio mi ha mandato qui prima di voi per conservarvi in vita…” Genesi 45:4-5

ECCO LO SCOPO DI DIO!!!

Però prima di queste parole sagge Giuseppe lotta con la sua carne, tutti gli Egiziani e tutta la casa di faraone lo sentono gridare gemiti di dolore.

Possiamo dividere la vita in fasi:

il sogno a cui miriamo con passione, con un desiderio forte;

poi subentrano gli anni della prova, dell’ordinarietà;

è importante però capire qual è il vero scopo di Dio per la nostra vita!

Il vero scopo nella vita di Giuseppe è quello di aprire una strada per la sua famiglia.

Eliana racconta la sua testimonianza, di come lei stia oggi vivendo il suo sogno in una forma diversa da come lo immaginava, ma il seme è lo stesso.

Non è stato semplice, ma il Signore prende il nostro sogno e lo trasforma secondo il suo scopo nella nostra vita.

Forse oggi il tuo sogno è diventato ordinario? Non guardare al tuo desiderio passato, guarda oltre e Dio ti porterà a vedere qual è lo scopo della tua vita.

La normalità non deve buttarci giù, in depressione; continuiamo a guardare a Dio, Egli ci chiama ad uno scopo futuro. I nostri sogni se non trovano un fine non hanno alcun significato.

Il nostro obiettivo: aprire una strada per gli altri, preparare la via al Signore su cui Gesù può camminare.

Tra sogno e realtà non dovrebbe esserci differenza perché è lo scopo quello che conta.

Tutte unite nella preghiera finale chiediamo aiuto al Signore per vedere oltre la realtà e le difficoltà quotidiane, che ognuna di noi possa avvicinarsi allo scopo di Dio; un’unzione particolare nelle responsabilità di ogni giorno e in tutti quei momenti in cui i nostri sogni vengono strappati. Attingiamo da Dio la forza per superare la realtà del sogno e vedere lo scopo.

E’ stata una serata particolarmente benedetta, un messaggio molto pratico ma di grande impatto ed incoraggiamento spirituale, la presenza dello Spirito Santo aleggiava sull’intera assemblea confermando quanto ascoltato.

Sabrina I.


 
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RADUNO DONNE ELIM - MILANO 24.2.2017


 
 
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Venerdì 24 febbraio presso la chiesa Bethel di Milano si è svolto il primo raduno delle donne delle Chiese Elim del distretto Nord Est.

Dopo aver degustato delle ottime tisane, la serata si è aperta con i saluti di Elvia Mazzon (coordinatrice delle donne del Distretto Nord Est) e con alcuni canti proposti da una band tutta al femminile formatasi per l'occasione con il contributo di cantanti e musicisti provenienti dalle Chiese Elim di Bienate, Como, Desio, Milano e Sesto San Giovanni. Durante i canti alcune sorelle hanno danzato con grazia davanti al Signore.

Il tema della serata è stato “Donne di valore” e il messaggio è stato portato da Rebeca Scuoppo, spagnola di origine, chiamata dal Signore in Italia, prima come moglie e socia in affari, poi a lavorare tempo pieno al fianco del marito, l'evangelista Dario Scuoppo.

Rebeca come prima cosa ha raccontato la sua testimonianza e poi ha iniziato la sua predicazione leggendo Proverbi 31:10: “Una donna di virtuosa chi la troverà? Il suo valore supera di molto quello delle perle”. Dio ci vuole donne di valore, anche se a volte non siamo le donne sagge che Dio vorrebbe. Spesso permettiamo al diavolo e alle circostanze di mettere in dubbio la nostra posizione e il nostro ruolo nel Regno di Dio. A questo proposito, Rebeca ci ha fornito una immagine molto bella: in Genesi 3:14 leggiamo che Dio ha condannato Satana a strisciare per terra. Le donne nelle mani di Dio hanno un grande potenziale e Satana lo sa, quindi cerca di abbassare le donne e le trascina per terra al suo livello in modo tale da poterle ingannare e insidiare, cercando con ogni mezzo di minare la loro autostima... ma noi siamo tutte lavate dallo stesso Sangue di Gesù e siamo chiamate ad essere leonesse che combattono per il regno di Dio. Lo Spirito Santo ha solo parole di benedizione per la nostra vita: non dobbiamo farci scoraggiare da quello che ci dice Satana, ma dobbiamo credere che Dio compirà quello che ha promesso.

In 2 Timoteo 2:26 leggiamo che dobbiamo imparare a riprendere le benedizioni che Dio ha per noi e per la nostra vita, ma come possiamo farci modellare da Dio per diventare le donne di valore che Dio vuole?

Prima di tutto dobbiamo riconoscere che ci sono delle priorità che non possiamo modificare e che devono restare in questo ordine: Dio al primo posto, poi la nostra famiglia e in terzo luogo il nostro ministero per Dio.

Rebeca ha condiviso con noi cinque chiavi per diventare donne di valore:

1) “Prima prega, poi decidi”. A volte noi corriamo e facciamo un sacco di cose, mentre lo Spirito è ancora indietro... a volte corriamo più di Dio, mentre dobbiamo imparare a pregare prima di prendere le decisioni.

2) “Fatti cambiare da Dio”. In Efesini 4: 24 leggiamo “Dovete diventare uomini nuovi, creati simili a Dio per vivere una vita santa e retta. Rivestitevi allora di questa nuova natura!”: una donna di Dio sa che se vuole vedere cambiare le situazioni deve pregare, ma deve anche essere disposta a cambiare. Dobbiamo pensare che siamo noi a dover cambiare per prime e solo così potranno cambiare le cose intorno a noi.

3) “Rispetta la tua famiglia e tuo marito”. In Efesini 5:33 troviamo un importante ammaestramento: “l’uomo deve amare sua moglie come ama se stesso; e la moglie deve rispettare suo marito”. Questo non significa essere oppressa dal proprio marito, ma vuol dire vivere al suo fianco dandogli l’onore e il rispetto perché Dio ha stabilito l’uomo come capo della casa.

4) “Servi Dio in chiesa e in casa”. Non abbiamo scuse per non servire Dio: a volte ci lamentiamo per mancanza di tempo, per gli impegni in famiglia o per lo studio… ma tutte queste cose non devono mai trasformarsi in scuse per allontanarci dal servizio per Dio.

5) “Vivi nel perdono”. Per essere donne sagge dobbiamo imparare a vivere perdonando continuamente. Il perdono non è un sentimento, ma una decisione. Se noi non perdoniamo, nemmeno Dio può perdonarci.

Al termine del messaggio, c'è stato un momento di preghiera durante il quale il Signore ha potuto sigillare con la Sua presenza tutto ciò che avevamo ascoltato.

È stata una serata veramente benedetta, con un messaggio potente e nello stesso tempo molto pratico! È stato emozionante vedere circa 200 donne provenienti da chiese diverse, da paesi e nazioni differenti unirsi per lodare lo stesso Signore e sono convinta che ciascuna di noi sia uscita dalla riunione con la consapevolezza del ruolo che Dio ci ha assegnato e con la volontà di alzarsi per combattere e vedere le risposte del Signore nella nostra vita e per fare la differenza nel mondo in cui viviamo come vere donne di valore!

M.D.